Il Sestante – Bollettino n° 26

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Cosa sono le c.d. riforme. I punti delle proposte
Per facilitare l’inquadramento della problematica oggi sul tappeto, riteniamo utile riassumere qui di seguito i punti essenziali, finora posti sul tappeto programmatico, delle proposte definite come riforme necessarie per l’ammodernamento del sistema politico vigente e il superamento della perdurante crisi economica.
Contro ogni logica si vuol affermare da parte delle forze che sostengono l’attuale governo che con esse si sarà in grado di risolvere le gravi problematiche politiche sociali ed economiche che oggi attanagliano il Paese. Gli articoli che seguono mettono invece in luce come esse siano tutte oltre che insufficienti, gravemente dannose per il futuro dell’Italia.
Il CESI ritiene che siano necessarie misure molto più radicali e che vada di nuovo impostata l’intera materia costituzionale italiana e insieme venga pure radicalmente cambiato l’approccio dottrinale e pratico per la ripresa dello sviluppo nazionale e il peso dell’Italia in una Europa diversamente concepita e strutturalmente cambiata.
Elenchiamo qui di seguito i cinque punti riassuntivi ed orientativi per i lettori de Il Sestante: 1. La riforma. Il patto tra i due leader siglato nella sede del Pd. Nell’incontro del 18 gennaio Renzi e Berlusconi siglano un patto che prevede la trasformazione del Senato «in una Camera autonoma, senza indennità e senza elezione diretta dei senatori»; 2. La proposta del governo Renzi. La Camera alta si chiamerà Senato delle Autonomie, non darà la fiducia agli esecutivi e sarà composta da 143 senatori (più 5 senatori a vita) non eletti e senza indennità; 3. La composizione dell’Assemblea. Come componenti del nuovo Senato delle Autonomie l’ipotesi del governo prevede: presidenti di Regione, sindaci dei capoluoghi di Regione, due consiglieri regionali e due sindaci per ogni Regione; 4. I dubbi di Forza Italia. La presenza massiccia di amministratori locali nel nuovo Senato ha sollevato critiche nel centrodestra: città e Regioni sono in gran parte governate dal centrosinistra. Per Forza Italia l’Assemblea sarebbe «sbilanciata»; 5. Le determinazioni del Pd. Renzi in sede di Direzione del suo partito ha detto che le riforme necessarie per il Paese, sono: «quella del Senato, quella del titolo V, quella elettorale» e la Direzione ha approvato.
Il Governo da lui presieduto ha confermato quelli che sono stati chiamati “paletti fondamentali” per la riforma del Senato: «no all’indennità, il no all’assemblea elettiva, niente voto di fiducia, né di bilancio».
Renzi ha dichiarato che essi «sono parte integrante del patto che era stato fatto con la riforma del Senato. Se Berlusconi pensa che non valga la pena, ce ne faremo una ragione …».

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

– La riforma di Renzi. Una squallida replica antiunitaria del tentativo del 2006
Dalla crisi della partitocrazia alla disintegrazione dello Stato nazionale di Franco Tamassia

– Superficialità e improvvisazione nella richiesta di abolizione
Il CNEL ? Va rilanciato entro un Senato delle Competenze di Mario Bozzi Sentieri

– Formiamo un gruppo di esperti e di rappresentanti delle categorie per il vero cambiamento
Va studiato un nuovo modello di sviluppo di Carlo Vivaldi-Forti

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