Il Sestante – bollettino n° 11

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Analogia impossibile. È solo un episodio della fase terminale
E’ opinione comune che spesso alcune fasi storiche si ripetano e, in relazione a ciò, taluni hanno tentato di paragonare il ventennio berlusconiano al ventennio mussoliniano facendo leva sulla stessa durata temporale e sulla preminenza di un protagonista caratterizzante il periodo. Crediamo che sia facile negare una qualsiasi validità a questa tesi. In verità è invece ben fondata un’altra teoria, ossia che una vicenda storica può talvolta ripetersi, ma che ciò sempre avviene la prima volta come un grande dramma che può terminare in una tragedia, mentre la seconda volta si svolge come una modesta commedia che termina con una recita a soggetto (nell’ambito di una “astutissima”ripartizione dei compiti?).
Non si può negare infatti che nella prima metà del secolo scorso quella vicenda abbia avuto le caratteristiche di un grande progetto collettivo sotto la guida di una forte tempra dominante , mentre quella che si è svolta negli ultimi vent’anni è consistita in una pubblicitaria mobilitazione di massa elettorale, prodotta da un abile propagandista di illusioni. In altre parole, ambedue le vicende possono anche essere caratterizzate dall’analogia per aver avuto circa la stessa durata, ma hanno avuto una ben diversa progettualità e una ben differente tipologia di protagonismo. D’altra parte va riconosciuto che nessuno di coloro che hanno costruito, dall’interno, il ventennio berlusconiano ha voluto mai sostenere la tesi dell’analogia, mentre invece qualcuno, proveniente dall’esterno, lo ha fatto per giustificare le proprie interessate, personali (ed equivoche) posizioni di inserimento.
A proposito della situazione che si è venuta a determinare, Marcello Veneziani ha scritto in questi giorni che «La storia oggi si posa sulle spalle d’Italia, ma il Paese … è distratto, e non felicemente distratto, ma angosciato da una brutta crisi senza sbocchi. Un Paese estenuato, stanco di questo interminabile teatro, una commedia che vira al noir e forse al dramma, dopo lunghi interminabili preliminari» e poi ha aggiunto «Qualunque sia il giudizio su Berlusconi – giudizio politico, storico e umano – un fatto è certo: lui … sarà pure l’unico a restare tra i presenti della storia» (Il Giornale, 27 novembre 2013). Ciò che dice Veneziani può essere vero, ma il protagonismo berlusconiano resterà nella memoria, non tanto per la grandezza del suo disegno politico, quanto per il grigiore dei suoi avversari. Ed infatti Veneziani scrive: «poco o nulla resterà di tutti gli altri, dal Capo dello Stato al Capo di Governo, ai capi dei partiti e ai magistrati … l’unico sopravvissuto di questa fase infelice della storia politica e civile italiana sarà proprio l’unico condannato ad uscirne, per decreto giudiziario».
Può darsi, pure, come dice Veneziani, che si tratti di un fatto storico, ma noi propendiamo piuttosto di definirlo solo un episodio nell’ambito della fase degenerativa finale di un sessantennio politico ed istituzionale che è destinato ad esaurirsi. Alla distanza, un giorno si potrà verificare che la fine del ventennio berlusconiano ha fatto parte dell’esaurimento di un sistema degradato nella sua stessa essenza costituzionale fin dalla nascita. Oggi comunque si va profilando una nuova fase storica che deve avere ben altro spessore etico e una ben diversa prospettiva di edificazione politica. La strada non è certamente priva di difficoltà: il terreno è impervio e le condizioni ambientali possono scoraggiare, ma tutti coloro che sono in grado di saper leggere ciò che di valido è stato scritto nel passato hanno il dovere morale e quindi il coraggio di trarne spunto unitario ed identitario per costruire il nuovo. (g.r.)

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

– Antonio Polito sul Corsera: “Ognuno per sé senza vergogna” (15.11.13) e “La coda avvelenata”(28.11.13). Una analisi che può essere utile per interpretare il presente in vista del futuro di Gaetano Rasi

– Oltre lo sciopero dei tranvieri genovesi. C’è spazio per una proposta partecipativa di Mario Bozzi Sentieri

– Superficialità e incoscienza del c.d. federalismo. La Provincia: Cenerentola dello Stato e della Costituzione repubblicana di Vincenzo Pacifici

-La Gazzetta del Mezzogiorno (27.11.13): Rifondare Stato e Regioni di Nino Marmo

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