Crisi economica e attacco all’Euro

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attacco all'euroSi sta diffondendo nel  nostro ambiente un certo sconforto circa la validità dell’euro come moneta unica europea , in particolare circa la sua efficacia per quanto riguarda non solo la coesione fra gli Stati del continente che l’hanno adottata, ma anche come strumento di ripresa economica per uscire dalla crisi che ancora imperversa .

Dico subito che un “ ripensamento” – come è stato affermato da taluni –  non deve essere affrontato nel senso di un   progressivo ritorno alla moneta precedente, ma invece, al contrario,  come suo rafforzamento attraverso un suo protagonismo per dare a se stessa un maggior peso nella politica  europea affinché  l’U.E. abbia in comune, oltre l’ auspicata unità di indirizzo nella politica estera,  anche in quella economica , fiscale e di bilancio.

Diversamente, isolandosi dal resto dell’Europa monetaria, l’Italia –  che è soprattutto un’economia di trasformazione  –  dovrebbe importare materie prime ed energetiche a prezzi altissimi a causa dell’inevitabile svalutazione della propria moneta  e non sarebbe in grado di competere sui mercati mondiali per i  conseguenti alti costi di produzione .

La crisi da congiunturale ,  come oggi è quella che ci  ha colpito insieme con tutti gli altri Paesi europei,  diventerebbe strutturale, ossia senza alcuna possibilità di ricupero.  La deindustrializzazione diffusa e la  disoccupazione endemica sarebbero le conseguenze incontrastabili. A 150 anni dall’Unità raggiunta e dopo il percorso ascendente effettuato divenendo, a seconda dei periodi, la quinta o la settima potenza industriale del mondo, e la terza dell’Europa,  il nostro Paese  diverrebbe soltanto una specie di grande agriturismo  meta di stranieri, visitatori saltuari ed esigenti, e oggetto passivo di decisioni altrui.

E’invece necessario effettuare una analisi critica sull’evoluzione della crisi che, nata negli Stati Uniti tra il 2006 e il 2007 ( ricordiamo le speculazioni finanziarie sui titoli subprime che portarono al fallimento di grandi banche ) , fu estesa dalla più grande speculazione finanziaria di Wall Street e di Londra alla valutazione depressiva del debito pubblico degli Stati europei ed oggi assume l’aspetto suo vero di attacco all’Euro.

Perché  è avvenuto tale spostamento ?  Perché la speculazione internazionale, fortemente impegnata negli investimenti in dollari, ha voluto allontanare dall’area di questa moneta   una ulteriore,  e più veloce,   perdita  del suo  ruolo dominante nei mercati mondiali.

E’ ben noto che da almeno tre decenni, con  una particolare accelerazione nell’ultimo periodo, è  in atto una riduzione dell’uso del dollaro nelle transazioni  commerciali e nella funzione di moneta di riserva presso  Stati.  banche e  grandi imprese. e ciò è avvenuto da quando  hanno progressivamente assunto posizioni protagoniste altre potenze economiche mondiali come l’Europa, il Giappone, la Cina, l’India e il Brasile.

Tuttavia tuttora il ruolo della moneta Usa è dominante. Ed infatti i dollari sono ancora  per la maggior parte in circolazione fuori dai confini del Paese che li ha emessi: sono quelli che vengono chiamati xenodollari , ossia perché circolano fuori dagli USA.

Cosa accadrebbe se invece di usare il dollaro come moneta  nelle transazioni mondiali riguardanti il commercio del petrolio o del gas ( i famosi petrodollari) si usasse per esempio l’euro ?

Analogamente cosa accadrebbe se la Cina che, tiene come riserva valutaria sovrana, ben 3.200 miliardi di dollari li convertisse tutti, per esempio, in euro ? Già il 20% delle sue riserve sono investite nella moneta dell’UE che rappresenta un essenziale mercato di sbocco per l’economia cinese.

Qual è dunque  il pericolo che corre il valore del dollaro, ossia la sua capacità d’acquisto e  il suo ruolo di riserva ?  Che tutti i dollari circolanti all’estero rientrino nel Paese d’origine causandovi una devastante inflazione,  perché la quantità di moneta circolante sarebbe molto superiore alle utilità  prodotte e scambiate all’interno di quel  pur grande Paese.

Perciò quando abbiamo dei dubbi sull’uso e sulla funzione dell’Euro per la nostra economia dobbiamo ricordare che questa moneta, pur con gli errori fatti in sede di cambio iniziale con la lira, costituisce uno strumento essenziale per l’esistenza dell’Italia come sistema nazionale protagonista nei mercati mondiali presenti e futuri sempre più competitivi. Naturalmente dobbiamo far riferimento ad un’Italia  integrata in una Unione Europea capace in maniera più energica di essere , pure essa,più unita ed istituzionalmente più efficiente.

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